Alessandro "Franco" Gritti

 

data di nascita - 1 aprile 1947

residenza - Vertova

inizio attività agonistica - 1966

PROFILO

Titoli europei - 4 (1975 nella 250, 1976 nella 125, 1977, 1981 nella 250)

Titoli italiani assoluti - 1 (1985)

Titoli italiani di classe - 10 (1967 nella 250, 1969 nella 250, 1970 nella 175, 1972, 1973, 1974 nella 125, 1975 nella 175, 1980, 1981 nella 250, 1990 nella 600 4T)

Titoli italiani major - 2 (1996, 1997)

Titoli italiani junior - 1 (1966 con la Morini 100)

Vittorie assolute alla Sei Giorni - 2 (1976 Austria su Ktm 250, 1981 Elba su Kramer 250)

Vittorie di classe alla Sei Giorni - 3 (1976 in Australia nella 250, 1979 in Germania nella 125, 1981 all’Elba nella 250)

Vittorie a squadre alla Sei Giorni - 1 (1981 all’Elba)

Medaglie d'oro alla Sei Giorni - 13

Vittorie alla Valli Bergamasche - 4 (1971, 1972, 1976, 1977)

Titoli italiani nel motocross - 2 (1975 e 1979 nella 250)

 

altri successi

due volte vincitore assoluto della Valli Bergamasche Revival

più volte vincitore di classe al Trofeo Regolarità d'epoca

 


 

INTERVISTA luglio 2000

 

IL DIGIUNO E' TERMINATO, RITROVATA LA VITTORIA

 

Sembrava una stagione stregata, destinata a trasformarlo da irresistibile campione sempre vincente da oltre tre decenni in eterno secondo. Tutto è tornato nella normalità a Darfo Boario Terme, in occasione della quarta prova del Trofeo Revival Fmi di regolarità, dove Alessandro Gritti ha riassaporato il gusto del successo.

Messo alle corde per tre volte di fila dal grande rivale del torneo, l’altro leggendario pilota del settore Augusto Taiocchi, si è preso la rivincita conquistando il successo di classe e assoluto.

"Finora mi aveva battuto a San Giovanni Bianco, Pietragavina e Bovegno" precisa l’asso 53enne di Vertova "ma i distacchi erano sempre stati ridottissimi, di pochissimi secondi. Stavolta ho vinto per meno di una manciata di decimi di secondo ma va detto che io ho sempre utilizzato una Ktm 250, Taiocchi si avvale del modello 360, più potente, e poi lui corre in questa classe da sempre, io ci sono arrivato quest’anno, su pressione del mio Club, il Vertova, che in questo modo ritiene di avere maggiori possibilità di riconquistare il titolo a squadre."

- La situazione è difficile anche nel tricolore enduro major...

"E’ vero, in quel campionato, che ho vinto due volte, nel ’96 e nel ’97, quest’anno corro nella classe 250 4 tempi e mi sono trovato come rivale un toscano, Elmi, un 44enne di Pistoia, che è un osso davvero duro. Mi sono sempre piazzato alle sue spalle mentre all’ultima prova, a Grosseto, non ho partecipato a causa di una mano dolorante. L’anno scorso ero nella 125 ed ho concluso terzo...d’altronde gli anni passano, non è più possibile continuare a reggere il confronto coi più giovani".

- Facciamo allora un tuffo nel passato. Qual’è stato l’anno super, quello davvero indimenticabile, di Gritti?

"Penso proprio il 1975. Sono riuscito a vincere i titoli europeo e italiano di enduro e anche il titolo italiano di motocross."

- E invece quale è stato il rivale più indomabile?

"In Italia direi che il pilota più difficile da battere è stato per me Gualtiero Brissoni. Tra gli stranieri ho avuto a che fare con assi del calibro di Sturm, Stodulka, Witthoft, dei veri fenomeni."

- Come moto quale le ha dato le migliori soddisfazioni?

"Sicuramente la Ktm, la moto austriaca è quella con la quale ho raccolto le più belle soddisfazioni. Comunque anche del periodo con la Kramit ho un bel ricordo."

- Tra le pagine meno belle per ogni pilota ci sono anche gli infortuni. Quale le ha lasciato le tracce più profonde?

"Beh, per almeno tre volte mi sono risvegliato all’ospedale senza ricordare quanto era successo. L’infortunio che più mi è rimasto impresso è comunque quello che ho avuto nel ’77. Mi è capitato in allenamento sulla pista di cross che allora esisteva a Adro, nel Bresciano. Si era alla vigilia di una prova del tricolore di motocross. Non potendovi partecipare venni scavalcato e persi il titolo. Poche settimane dopo mancai anche alla prova dell’italiano enduro e sfumò pure quel titolo."

- A proposito di infortuni anche suo figlio Giovanni non scherza...

"E’ vero, ne ha avuti parecchi, ha una guida assai irruente. Ma se vogliamo trovargli un difetto non direi questo, penserei piuttosto al carattere, non è adeguatamente grintoso e determinato. Per il resto è un buon pilota, ha ancora solo 21 anni e ha tutto il tempo per ottenere grandi soddisfazioni da questo sport."

- E adesso è arrivato anche il terzogenito, Mirko, 14 anni appena compiuti.

"Anche lui è stato contagiato dalla grande passione che anima la nostra famiglia. Ha cominciato bene, con un secondo posto a Boario, vedremo se continuerà, per ora l’importante è che correre lo faccia divertire."

 

Danilo Sechi

 

 

 


 

 


 

 

A 43 ANNI GRITTI RACCONTA LA CARRIERA DI GRITTI

 

Storia lunga la mia. Comincia nel lontano 1966, quando iniziai a correre nella regolarità vincendo al debutto il campionato junior classe 100. Nel ’67 fui chiamato al servizio militare e per questo entrai nelle Fiamme Gialle, il gruppo sportivo delle Finanza. Dovevo restarci un anno solo ed invece me ne andai dopo cinque, con in tasca tre campionati italiani conquistati con Morini nella 175. Mi trovavo bene nella squadra militare, però si correva troppo poco, e comunque solo nell’enduro mentre io volevo fare anche il cross: è per questo che me ne andai, nel ’72, passando alla Puch con la quale vinsi il titolo tricolore delle 125, ripetendomi nel ’73 e nel ’74 con la Gilera ufficiale. Il ’75 fu un anno trionfale: con la squadra KTM conquistai l’italiano enduro 175, l’europeo enduro 250 ed anche l’italiano cross 250 che avevo sfiorato l’anno prima. Non avendo problemi a cambiare cilindrata nè specialità. Difficoltà? Nel cross come nella regolarità c’era da smanettare e basta; l’importante era tenere aperto. Nel ’76 fui primo nell’europeo 125, ed alla Sei Giorni feci 250 ed assoluto, mentre nell’italiano cross 250 fui secondo. Ma mi attendeva un anno nero. Certo, vinsi ancora l’europeo, nella 250, ma alla Sei Giorni il manager della squadra italiana ritirò tutta la formazione per protesta. Per questo mi fece perdere l’italiano cross e quello di regolarità: ero in testa in entrambi, ma mi venne impedito di correre nelle ultime due gare. In inverno il caso venne riesaminato ed io venni assolto, la squalifica fu ritirata, ma intanto i due titoli se ne erano andati. "Mi rifaccio l’anno prossimo", pensai. Però mi brucia ancora. Terzo nel ’78, a fine ’79 venni licenziato dalla KTM dopo la vittoria nell’italiano cross 250 e nella Sei Giorni in Austria: dicevano che ero vecchio...Così il tricolore regolarità 250 ’80 lo vinsi con la Kramer, doppiandolo nell’81, anno in cui ottenni anche l’europeo 250, e l’assoluto ed il Trofeo alla Sei Giorni dell’Isola D’Elba. Il cross invece lo avevo abbandonato perchè le moto non erano adatte. Combinai molto poco nell’82 perchè le SWM non erano competitive, e non vinsi nemmeno nei due anni successivi, due volte secondo con la KTM prima di vincere l’assoluto 25O nel campionato italiano ’85. Nel mondiale ’86 a San Pellegrino persi l’assoluto per pochi secondi, mentre dall’87 all’89 ottenni solo piazzamenti: un secondo, un terzo ed un quarto. Però nel ’90 ho vinto di nuovo l’italiano, nella quattro tempo oltre, in sella ad un’Husqvarna. E’ stata una grossa soddisfazione, un pò perchè negli ultimi tre anni ho corso da privato, con un mezzo affidatomi da un amico, Cisco Moto. Me la prepara bene, e ci siamo proprio divertiti. C’è che dice che io non abbia più l’età per correre: 43 anni sono tantini per un pilota, ma oggi come oggi non ho intenzione di smettere, voglio andare avanti almeno un altro anno, e se vedo che non le prendo ancora continuerò; diversamente sarà ora di appendere il casco al chiodo. "Dei miei risultati posso comunque essere soddisfatto: 11 tricolori enduro, 2 nel cross, 4 europei di regolarità, 2 assoluti mondiali e 12 medaglie d’oro alla Sei Giorni sono tanti, sopratutto se si considera che ho sempre corso da dilettante. Ho il mio lavoro, possiedo una piccola cava di ghiaia ed ogni mattina alle 7 devo essere lì; quindi mi alleno poco, solo la domenica. Evidentemente però il mio mestiere, che è piuttosto duro, mi aiuta a mantenermi a posto fisicamente. Certo, se potessi tornare indietro avrei qualcosa da migliorare: senz’altro non regalerei più di quanti ne abbia vinti. Pensate che una volta a Reggio partimmo in 80 ed arrivai soltanto io: con quella vittoria avrei ottenuto il titolo ma la FMI invalidò la gara ed io persi il campionato. "Mi rifaccio l’anno prossimo", dissi, e non feci opposizione, regalando il tricolore. Ma forse non farei opposizione nemmeno adesso...non ne avrei il tempo".

 

 

 

 

spazio fuoriclasse