Diego Bosis

data di nascita - 19 ottobre 1967

luogo di nascita - Bergamo

data decesso - 14 febbraio 2012

inizio attività agonistica - 1982

 

CARRIERA

 

Diego Bosis ha iniziato a correre giovanissimo, seguendo la passione del padre Giacomo, tra i primi trialisti italiani. Il suo debutto agonistico risale all'82 quando, su Fantic 50, vince il Trofeo Fmi cadetti, impresa che ripete l'anno successivo. Nell'84 è campione tricolore junior 125 e l'anno dopo, non ancora diciottenne, può prendere parte solo con una 125 (affidatagli dalla Montesa) al suo primo campionato italiano senior piazzandosi terzo. Quattordicesimo nel mondiale '84 ed ottavo l'anno seguente conclude al sesto posto quello dell'86, anno nel quale conquista anche il primo titolo tricolore della massima categoria. 

Si riconferma il numero uno azzurro nell'87 su Aprilia mentre nel torneo iridato, prima volta per un italiano, vince il Gran Premio degli Stati Uniti (il 26 giugno, data storica) e, grazie ad un veemente finale, si laurea vicecampione. Non esaltante la stagione '88 che lo vede secondo nel campionato italiano e solo quinto in quello mondiale, ritrova la forma gli anni successivi conquistando il titolo italiano per quattro stagioni consecutive e arrivando così alla quota-record di sei scudetti senior. Nel mondiale è terzo nell'89, secondo nel '90, ancora terzo nel '91 e nel '92, decimo nel ‘93 e settimo nel ‘94. Ha vinto nove Gran premi tra i quali, nel ‘92 a Camerino, primo italiano riuscito nell'impresa, il Gran premio d'Italia. E' da anni la punta della formazione trialistica del Gruppo sportivo delle Fiamme Oro.

Vanta diversi record tra i quali quello delle partecipazioni al Trial delle Nazioni, il mondiale a squadre della specialità. Nel 2007, correndo all'isola di Man, è arrivato a quota ventidue.

Ha poi partecipato a 200 Gran premi, l'ultimo nel 2006 a Boario.

 

    

CAMPIONATI MONDIALI

1984 - esordio a 17 anni - 14° - Fantic

1985 - 8° - Montesa

1986 - 6° - Montesa

1987 - 2° - Aprilia

1988 - 5° - Aprilia

1989 - 3° - Aprilia

1990 - 2° - Aprilia

1991 - 3° - Fantic

1992 - 3° - Fantic

1993 - 10° - Fantic

1994 - 7° - Beta

1995 - 13° - Beta

1996 - 18° - Gas Gas

1997 - 18° - Montesa

1998 - 11° - Montesa

1999 - 14° - Montesa

2000 – 21° - Montesa

VITTORIE GRAN PREMI

1° - Gp Usa 21/6/87

2° - Gp Belgio 20/5/90

3° - Gp Spagna - 1/7/90

4° - Gp Inghilterra - 21/4/91

5° - Gp Francia - 2/6/91

6° - Gp Belgio - 5/4/92

7° - Gp Gran Bretagna - 19/4/92

8° - Gp Italia (Camerino) - 5/7/92

9° - Gp Italia (Imer) 17/7/94

PARTECIPAZIONI GRAN PREMI

duecento (al Gp Italia Boario 2006)

PARTECIPAZIONI TRIAL DELLE NAZIONI

ventidue (all'edizione 2007)

CAMPIONATI ITALIANI

1982 - 1° Trofeo Fmi cadetti 50 (Fantic)

1983 - 1° Trofeo Fmi cadetti 50 (Fantic)

1984 - 1° junior 125 (Fantic)

1985 - 3° (Montesa)

1986 - 1° (Montesa)

1987 - 1° (Aprilia)

1988 - 2° a sette punti da Miglio (Aprilia)

1989 - 1° (Aprilia)

1990 - 1° (Aprilia)

1991 - 1° (Fantic)

1992 - 1° (Fantic)

1993 - 2° a un punto da Miglio (Fantic)

1994 - 3° dopo Miglio e Ahvala ( Beta)

1995 - 3° dietro Ahvala e Miglio (Beta)

1996 - 2° dietro Miglio (Gas Gas)

1997 - 2° a 15 punti da Miglio (Montesa)

1998 - 2° per gli zero da Miglio (Montesa)

1999 - 2° a 33 punti da Miglio (Montesa)

2000 - 3° a 73 punti da Re Delle Gandine (Montesa)

2001 - 5° a 88 punti da Re Delle Gandine (Montesa)

2002 - 3° a 21 punti da Re delle Gandine (Montesa)

2003 - 4° a 64 punti da Fabio Lenzi (Montesa)

2004 - 2° a 1 punto da Fabio Lenzi (Montesa)

2005 - 5° a 63 punti da Fabio Lenzi (Montesa)

2006 - 3° a 18 punti da Fabio Lenzi (Montesa)

2007 - 2° a 45 punti da Fabio Lenzi (Montesa)

2008 - 6° a 65 punti da Fabio Lenzi (Sherco)

2009 - 4° a 72 punti da Matteo Grattarola (Montesa)

 

INTERVISTA giugno 2001

 

"PER FOPPOLO NON SONO PRONTO, PECCATO!"

 

Diego Bosis, il campionissimo bergamasco, indiscusso numero uno nella storia del trial azzurro, non parteciperà alla gara iridata di Foppolo del 30 giugno e 1 luglio, il suo nome non compare nell’elenco dei quasi sessanta iscritti all’attesa manifestazione che richiamerà in Alta Val Brembana migliaia di appassionati. 

"E’ stata una decisione sofferta ma coerente con la mia attuale situazione" spiega il fuoriclasse 33enne, sulla cresta da vent’anni, due volte vice-campione mondiale, sei volte campione italiano, vincitore di nove Gran premi "la mia forma fisica non è ideale, quest’anno non sono riuscito a riprendere i miei ritmi di allenamento a causa dei postumi dell’incidente dell’autunno scorso che mi ha costretto a quattro mesi di stop assoluto e conseguentemente non mi sento pronto. Sarà sicuramente una gara molto dura, dove bisognerà essere al top, e io purtroppo non lo sono, non mi sento del tutto ristabilito. Certo sono assai dispiaciuto, sarà un avvenimento probabilmente indimenticabile, ci saranno tutti i miei tifosi ma ormai ho deciso e ritengo di aver fatto la scelta più giusta. Ci sarò, naturalmente, ma solo in qualità di spettatore". 

- Peccato, era l’occasione per riscattare la prestazione del ’93, quando, sempre a Foppolo, sempre nel mondiale, si piazzò solo dodicesimo.

"E’ vero, quella volta incappai in una giornata storta. Ero determinato a cogliere un bel risultato nonostante una stagione poco proficua, invece le cose presero una piega diversa. Con ogni probabilità sentii troppo la responsabilità e la tensione di correre in casa, di essere il pilota italiano sul quale più contavano gli appassionati intervenuti, feci errori grossolani e non riuscii neppure a entrare tra i primi dieci. Fui molto dispiaciuto perché fu una gara bellissima, in una giornata fantastica, con una cornice di pubblico straordinaria. Comunque Foppolo non mi porta sempre sfortuna, nel ’98, nella prova del tricolore, vinsi e con quel risultato riaprii il campionato. La zona è veramente adatta a competizioni del genere, l’unico rischio è il maltempo, in montagna le condizioni atmosferiche possono cambiare in un batter d’occhio. Pochi giorni fa, ad esempio, eravamo alla Tre Giorni internazionale della Valtellina, alla prima tappa c’era un sole fantastico, il giorno dopo un clima pessimo". 

- Questo sua decisione è il preludio all’abbandono delle corse? 

"Assolutamente no, provo ancora piacere e divertimento a gareggiare e quindi penso proprio di continuare, almeno un altro anno. Voglio presentarmi al meglio della forma per la stagione 2002 per puntare al titolo tricolore e per ben figurare nel Gran premio d’Italia". 

- Per quest’anno, invece, che obiettivi sono rimasti? 

"Nel campionato italiano non potrò più neppure arrivare sul podio finale. Le prove erano otto, una è stata annullata, alle prime due ho dovuto rinunciare...diciamo che mi pongo come obiettivo di vincere una delle tre gare del campionato che ancora mancano. Quest’anno il campione in carica Re Delle Gandine non è il rullo compressore dell’anno scorso ed anche il suo primo rivale, il bresciano Lenzi, penso possa essere alla mia portata. Non ho poi trovato giusta la decisione della Federmoto di scegliere i quattro componenti della squadra azzurra per il Trial della Nazioni fra i primi quattro della classifica tricolore dopo le prime prove. La gara si disputerà in Francia il 23 settembre, sarebbe stato più giusto scegliere fra quanti dimostravano di essere in forma in quel periodo, non alcuni mesi prima. Questo è in ogni caso per me un anno di transizione per le gare ma tutt’altro che infruttuoso per altri versi, a fine inverno ho avviato una attività di importazione e distribuzione di prodotti spagnoli, OF3 e Delay, e fondato il trial Bosis Team, una formazione di giovanissimi del minitrial della quale fa parte anche il mio primogenito, Matteo, di 6 anni. Abbiamo anche un sito internet, l’indirizzo è bosisteam.com". 

- Torniamo alla gara iridata di Foppolo. Pensa che assisteremo ad un monologo di Lampkin? 

"Il britannico, attualmente, è sicuramente il più forte di tutti. Può magari fallire una giornata di gara ma ha le risorse per rifarsi immediatamente. Al momento quando perde - e la cosa è assai rara - è più demerito suo che non merito degli avversari. Penso che il suo dominio possa continuare ancora almeno per due-tre stagioni". 

- In cosa consiste la sua forza e chi pensa potrebbe essere il suo successore sul trono mondiale? "Lampkin è molto determinato, conscio della sua forza e della sua superiorità. La sua moto, la Montesa, non so se si può considerare migliore di quelle della concorrenza, di sicuro gli è stata cucita addosso come un abito, si adatta perfettamente alle sue caratteristiche e gli consente di esprimersi al meglio del suo eccezionale potenziale. Per il futuro non è facile sbilanciarsi. Dovrebbe emergere un giovane, il meglio nel trial di solito si riesce a dare il meglio sui 21-22 anni, quindi io penserei allo spagnolo Freixa. Anche Raga è forte ma mi sembra molto più discontinuo mentre Fujinami, secondo me, ha già dato il suo massimo". 

 

Danilo Sechi

 

 

 



 

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