|
22/10/2007
- SUPERCROSS: A BILBAO SVETTA MUSQUIN, KO GUARNERI - Secondo appuntamento con il challenge che decreterà il campione europeo supercross 2007 e circus che si affaccia sulla penisola iberica per la series targata UEM del supercross continentale. È toccato a Bilbao, nella regione basca della Spagna, ospitare questo secondo round dei sei previsti da qui al 15 dicembre quando, a Monaco di Baviera,
si assegnerà l’ambito titolo. Splendida la location quella individuata nel centro espositivo della affascinante cittadina che si affaccia sull’oceano atlantico. Posizionato nel quarto dei sei enormi padiglioni che compongono il BEC (Bilbao Exibition center) lo spazio utilizzato per l’evento ha offerto un fantastico scenario ai quindicimila spettatori che hanno riempito in ogni ordine di posti le imponenti tribune.
La competizione è entrata nel vivo con la disputa delle due heat che qualificavano i primi quattro piloti al traguardo, direttamente alla finale. Ancora Marvin Musquin su tutti. Hole shot e condotta di gara impeccabile per lui, abituato ai ritmi supercross dato che disputa l’intero campionato francese, che ha tagliato indisturbato il traguardo precedendo l’arrembante Davide
Guarneri. L’italiano, si è dimostrato a proprio agio sulle insidiose gobbe approntate dagli organizzatori baschi. Terzo al termine dei dieci giri previsti Gado Adrian
Garrido, spagnolo, che ha sfruttato al meglio i grandi incitamenti che provenivano per lui dalla tribune gremite. Quarto ed ultimo ad accedere direttamente alla finale Berthome Vincent altro francese in gara. Senza respiro il ritmo della serata con gli spettatori che non hanno avuto nemmeno il tempo di rialzare lo sguardo che si sino trovati di fronte i piloti gia schierati per la seconda
heat. Cairoli a fare da lepre con l’acclamatissimo Jonathan Barragan ad inseguirlo ed a scalzarlo dalla testa della corsa al secondo dei dieci passaggi effettuati. Il campione del mondo ha subito risposto per le rime all’attacco del rivale agganciandosi al parafango posteriore della KTM ufficiale e spingendo al limite la propria Yamaha – De
Carli. Al terzo giro Cairoli si è presentato in testa sul finish jump ma con Barragan praticamente attaccato alla sua ruota. Entusiasmanti per il pubblico i susseguanti passaggi che hanno visto i due contendersi la vittoria fino al termine. Cairoli è riuscito ad avere la meglio sul rivale soltanto per 2 secondi. Terzo, lo specialista italiano del supercross Davide Degli Esposti. Accodatosi ai due contendenti alla vittoria, Degli Esposti ha sfoggiato uno stile di guida impeccabile nel corso della frazione concludendo meritatamente alle loro spalle e precedendo uno dei favoriti alla vigilia , quel Nicolas Aubin che ha rimontato ottimamente dall’ottava piazza iniziale.
Last Chance combattutissima con gli ultimi 4 posti disponibili per l’accesso al main event della serata. Fabien Izoird a comandare, con Xavi Hernandez ad inseguirlo a pochissimi centimetri. Lo spagnolo è stato autore di un singolare episodio quando, ai 30 secondi al via della manche, non è riuscito ad avviare la sua moto. Soltanto ai 5 secondi lo spagnole si è allineato in griglia riuscendo comunque a scattare ottimamente in seconda posizione. Alle spalle dei due lotta serrata per accaparrarsi le ultime due posizioni utili per partecipare alla finale della serata. Un nome su tutti è risuonato all’interno dell’immenso padiglione. Quello di Marvin
Musquin. Ancora una hole shot per lui che lo ha portato ad affrontare i primi passaggi non a stretto contatto con gli avversari che invece, davano vita ad una lotta serrata per la seconda piazza. Soltanto al quarto passaggio infatti, Antonio Cairoli è riuscito ad avere la meglio su uno scatenato Barragan che ha risposto a suon di “sportellate” agli attacchi dell’iridato MX2. Chi di sportellata ferisce, di sportellata perisce ed infatti è stato per merito di un’entrata decisa che la Yamaha n. 222 di Cairoli è transitata in seconda posizione quando scattava il quinto dei quindici passaggi previsti. Frastornato dal sorpasso Barragan ha commesso qualche piccola sbavatura facendosi raggiungere da un arrembante Davide Guarneri che, con una manovra altrettanto decisa si è sbarazzato dell’avversario costretto alla resa dopo essere scivolato al di fuori del zona che delimitava la pista. Sornione ma opportunista
e deciso, Garrido ha approfittato della bagarre tra i due per attestarsi in terza posizione ma braccato da vicino da
Guarneri. Alla testa della gara Musquin ha condotto la sua Kawasaki in maniera impeccabile ma la sagoma di Cairoli si faceva minacciosa con il passare dei giri. Il siciliano ha aumentato il ritmo e riusciva a guadagnare terreno ad ogni passaggio sul francese. Lotta Musquin-Cairoli per la prima posizione e lotta Garrido-Guarneri per l’ultimo gradino del podio. All’undicesimo passaggio la svolta della gara. Con l’inizio dei doppiaggi, Musquin è riuscito ad approfittare di situazioni a lui favorevoli nel sorpassare i concorrenti attardati mentre Cairoli, non ha goduto vita facile ed ha visto sfumare le possibilità di aggancio al vertice proprio nel momento in cui aveva recuperato quasi totalmente lo svantaggio dall’avversario. Nel frattempo Guarneri era riuscito a riprendersi la terza piazza ma, nel corso del tredicesimo giro è stato sfortunato protagonista di un brutto incidente. Uscito scomposto dalla serie delle
woops, ha perso il controllo della sua Yamaha ed è andato ad urtare violentemente una parete della costruzione. Prontamente soccorso dal personale medico in pista, lo sfortunato pilota è stato trasportato all’ospedale civile di Bilbao con una sospetta frattura al polso destro ed una fortissima contusione alla cassa toracica dovuta alla compressione ricevuta nell’urto. Cartello dei due giri al termine che ha fatto vivere al pubblico le ultime emozioni della serata. Alexandre
Renet, dopo aver sofferto le condizioni di gara per tutta la serata è riuscito a sorpassare il pilota locale Garrido attestandosi in terza piazza ma notevolmente distanziato da Cairoli che, nel frattempo, aveva riposto ogni velleità di vittoria non trovando il modo di sbarazzarsi agevolmente dei doppiati ma soprattutto non trovando la collaborazione da parte dei commissari di percorso assolutamente sprovvisti delle bandiere blu atte a segnalare il doppiaggio in corso. Dopo l’ottimo terzo posto conquistato a Bologna è stato Marvin Musquin a tagliare vincitore il traguardo di questo secondo appuntamento con la serie europea riservata alle gare indoor. Fuochi d’artificio per il dominatore incontrastato di questa serata che ha conquistato meritatamente la vittoria dopo aver percorso in testa tutti i giri delle tre heat alle quali ha partecipato. Antonio Cairoli secondo, ma assolutamente non soddisfatto della sua prestazione se non altro per il fatto che negli ultimi passaggi era sembrato in grado di poter ambire alla vittoria. A seguire Alexander Renet che, dopo l’exploit del motocross delle nazioni dove si è classificato al secondo posto con il team nazionale francese, si è tolto un’ulteriore soddisfazione andando a completare il podio di Bilbao.
22/10/2007
- EVENTI: BRUTTA CADUTA IN MOTO, MORTO PIETRO TOGNOLI - Aveva deciso di dare sfogo alla sua passione per la moto, come capitava spesso,
facendo cross nel terreno vicino alla sua azienda, la Ipa di Calcinate, impresa specializzata in prefabbricati. Ma qualcosa è andato storto e Pietro Tognoli, 64 anni, intorno a mezzogiorno di
ieri è caduto: non era solo, con lui c'erano due nipotini, e l'allarme è scattato subito. L'imprenditore,
che in passato era stato vice presidente del Motoclub Bergamo, sponsor
del Club e della nazionale azzurra di enduro, è stato trasportato dall'elicottero del 118 ai Riuniti
di bergamo dove però è morto intorno alle 13,30.
Resta da stabilire se l'incidente sia stato causato da un malore improvviso, oppure da una errata manovra. Le indagini sono affidate ai carabinieri, intervenuti nell'area dove Pietro Tognoli correva con la moto, nella zona industriale di Calcinate, sulla provinciale che porta verso l'ex
Ogliense.
Sessantaquatto anni appena compiuti, Pietro Tognoli - che abitava a Gorle - lascia la moglie e due
figli, Daniela e Marco, ambedue molto noti negli ambienti
motociclistici. La prima balzò agli onori della cronaca nel giugno '92 quando, a Misano Adriatico, vinse una prova del Trofeo Italia battendo anche i maschi. Marco è stato invece un valido conduttore di enduro, motocross e, soprattutto di supermoto, specialità che è stato tra i primi ad importare, promuovere ed organizzare in Italia tanto che la terribile notizia dell'incidente del padre gli è arrivata in Grecia, dove stava seguendo l'ultimo Gp del mondiale della disciplina.
Tra le grandi passioni di Pietro Tognoli c'era anche la Formula 1: tifava naturalmente Ferrari, e se il destino non lo avesse portato via poche ore prima, avrebbe sicuramente seguito l'avvincente gara in Brasile e gioito per il trionfo della «rossa» di
Maranello.
22/10/2007
- MOTARD: TEAM MIGLIO KTM AD UN PASSO DAL SOGNO - Sarebbe bastato portare a termine l’ultima domenica del Mondiale Supermoto così come era cominciata. Pignotti avrebbe vinto il suo primo mondiale, e la sua KTM il secondo. Invece la sorte ha dato “picche”. Succede, e c’è da dispiacersi, seppure non da farne un dramma viste le circostanze. Ci sono elementi che restano comunque agli atti in termini molto positivi ed eloquenti. All’inizio della stagione il compito di Pignotti era quello di “fare una bella figura”, e non c’è dubbio che l’abruzzese del KTM Italia Team Miglio una bellissima figura l’ha fatta. Dicevano che per tutta la stagione Pignotti si è limitato a gestire il vantaggio acquisito ad inizio di stagione, senza mai “tirare fuori gli attributi” (ci scuserete la scivolata di stile ma stiamo citando). Non vero: nel momento più delicato della sua stagione, la gara di Megara (Grecia), Pignotti ha fatto questo ed altro. Ha vinto con la testa la difficile scommessa del sabato, guadagnando la prima fila in un alternarsi di condizioni meteo isteriche. Ed ha vinto, in gara 1, la sfida del cuore. Guadagnando di forza e di tecnica la ledership della corsa. Per nove dei sedici giri della gara più importante della sua vita, con Delepine alle prese con una gara iniziata malissimo, Pignotti ha potuto cullare legittimamente il sogno di vincere il suo primo Mondiale. Poi a metà del nono giro il rovescio di fronte. Ancora, come in Germania, un inconveniente da poco al motore, da tanto per una gara che si sta giocando sul filo del rasoio. Una perdita di lubrificante dal carter motore. L’olio che scende sullo stivale, poi sotto le ruote, facendo scivolare di lato la moto, quel tanto da renderla parzialmente incontrollabile e favorire il sorpasso degli avversari. Il risultato è la perdita di quattro posizioni nel momento cruciale in cui Delepine sta recuperando dalla decima posizione della partenza. Il motore, ormai quasi senza olio, tiene, e Pignotti ci prova in tutti i modi. Altro che “mancanza di attributi”! Riesce a girare sui tempi del battistrada Iddon, anche a recuperare su Delepine che, nel frattempo, è riuscito a raddrizzare gara a e Mondiale. Nel finale un “contrasto” con Gotz, ed il quarto posto. Gara 2, da difficile diventa impossibile. I punti di disavanzo salgono a 12, e la partenza non è perfetta. Dal quinto posto Pignotti si scatena, riuscendo a sbarazzarsi di avversari oggi particolarmente, e inopportunamente, tosti, come Gotz, Iddon, Balducci e Winstanley. Termina al secondo posto , alle spalle di un inedito Jorge, che vince la manche. Delepine sale sul trono del suo secondo Mondiale a 38 anni, meritatamente. Anche lui ha avuto i suoi guai durante la stagione, anche lui ha avuto alle spalle una squadra di
prim' ordine ed un cuore grande così. Pignotti è secondo, vice campione del mondo. Adesso tutti hanno visto che “Attila” è un pilota temibile. In grado di non essere secondo a nessuno. All’amarezza, per l’intera squadra, del sogno infranto a Megara deve fare da contrappeso questa importante consapevolezza.
Dal canto suo Bernd Hiemer ha dimostrato di essere una certezza, e l’attualità di questo valore è la gara conclusa al terzo posto assoluto, con un secondo ed un terzo posto nelle due ultime manche della stagione, quelle che hanno consacrato il giovane Adrien Chareyre (che subentra al Campione uscente Thierry Van Den Bosch, laconicamente vincitore di dieci prove su sedici). Il grande lavoro svolto durante l’anno dal KTM Italia Team Miglio si chiude con un bilancio obiettivamente positivo, anche se emotivamente non all’altezza di aspettative rivelatesi oltremodo legittime. Progetti da definire nei loro dettagli, e lavoro per l’inverno, come sempre questo è il futuro prossimo, ma anche una buona dose di meritato ottimismo per il Team che è stato, al suo primo anno di completa attività, uno dei protagonisti assoluti del Mondiale (e dell’Italiano) 2007.

|