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80^ Six Days enduro

Povazska Bystrica (Slovacchia)

13/18 settembre 2005

 

 


cronaca sesto ultimo giorno - domenica 18

 

SLOVACCHIA STORICA, E' STRAPOTERE AZZURRO!

 

di Danilo Sechi

 

il clan azzurro festeggia la strepitosa serie di successi (foto di Eugenio Cova)

 

L’enduro azzurro è in festa. In Slovacchia, dove si è conclusa la 80esima edizione della Sei Giorni mondiale, le due formazioni dei caschi rossi hanno conquistato entrambe il successo. Per il Trofeo mondiale hanno sollevato l’ambita Coppa, destinata all’equipe campione iridata a squadre di nazione, i tre bergamaschi Simone Albergoni (Honda Hm), Alex Belometti (Ktm Farioli) e Giuliano Falgari (Husqvarna Mucci), il bresciano Alex Botturi (Ktm Farioli), il fiorentino Alessio Paoli (Tm) ed il veneziano Alex Zanni (Honda Hm). Loro coordinatore il nuovo citì del settore, il comasco Fossati.

Per il Trofeo Junior under 23 hanno vinto il Vaso d’argento il bergamasco Manuel Pievani (Yamaha-Ufo), il piacentino Paolo Bernardi (Honda-Hm), il fiorentino Andrea Beconi (Yamaha-Ufo) ed il friulano Maurizio Micheluz (Yamaha-Ufo). Loro responsabile tecnico federale Tullio Pellegrinelli, grande campione bergamasco. 

 

E non è tutto, i conduttori italiani hanno dominato anche nella classifica dei Club, dove si corre in tre, grazie al superteam allestito dal Moto Club Lumezzane e nelle cui file hanno trovato posto fuoriclasse un po’ stagionati ma sempre fortissimi come il bergamasco Giovanni Sala (Ktm Farioli) e come i due bresciani Mario Rinaldi (Husaberg) e Stefano Passeri (Aprilia). 
Teatro dei festeggiamenti azzurri il circuito allestito - per l’abituale sfida collettiva finale di motocross - nella località di Sverepec. Non sono mancati durante la disputa delle varie manche i momenti delicati, più di una volta si è trattenuto il fiato, soprattutto quando sono scesi in pista gli under 23, ma alla fine tutto si è concluso felicemente, anche grazie al vantaggio accumulato nelle tappe precedenti. Tra i più sfortunati Falgari, che, da buon ex crossista, si è fatto onore, ma che è stato tradito dal mezzo nelle battute finali ed è stato costretto a raggiungere il traguardo a spinta. Pievani è invece stato frenato da un concorrente cadutogli davanti, Micheluz ha avuto una partenza stentata, Beconi è caduto sbattendo il volto.
Alle spalle degli azzurri del Trofeo mondiale hanno chiuso i finlandesi, costretti ad interrompere un’egemonia da durava da tre stagioni. Dietro i nostri Junior hanno ottenuto la seconda piazza i francesi.

 

«Alla vigilia molti mi domandavano dove volessi arrivare con una formazione così giovane" è stato il commento del citì Fossati, raggiante per il trionfo dei suoi "ma io ci ho creduto sin dall’inizio e chi era scettico ora si deve ricredere. Siamo campioni del mondo e questa è una sensazione impagabile!»
Quella nel Trofeo mondiale è la 13esima affermazione per i caschi rossi, l’ultima risaliva alla stagione 2000 (quando si corse in Spagna, a Granada). Per il Trofeo Junior di tratta invece dell’11° exploit. In questo caso per il precedente bisogna andare indietro di 4 anni, al successo 2001 in Francia, a Brive. Dei dieci neo titolati sono Albergoni e Paoli avevano precedenti, ambedue in veste di Junior, il primo a Brive, il secondo nel 1997 a Lumezzane. E proprio a Lumezzane bisogna rifarsi per ritrovare gli azzurri a segno in ambedue le sfide, un’impresa che finora era riuscita solo sui terreni casalinghi. In precedenza era infatti successo (tre volte) all’isola d’Elba nell’81, a San pellegrino Terme nell’86 e, appunto, otto anni fa, nella cittadina bresciana.

 

E’ mancata sola la ciliegina sulla torta di almeno una affermazione di classe, proprio come sta avvenendo nel mondiale individuale. Ad imporsi sono stati infatti il polacco Oblucki (E1), l’australiano Merriman (E2 e assoluta) e l’inglese Knight (E3 e assoluta). Belometti è giunto 2°; Albergoni 3°; Botturi 4°; Zanni 3°; Paoli 5°. 

 

 

 

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