Treviolo - Bergamo

sabato 7 settembre 2002

Moto Club Berbenno

 

sommario Fun Supercross 2002

 


il giorno dopo 2002


 

PROSSIMAMENTE LA COMPETIZIONE AL COPERTO?

 

Ci vorrà quasi una settimana, allo staff organizzativo del Moto Club Berbenno, per smantellare tutte quante le strutture utilizzate per realizzare lo spettacolare Fun Supercross e riportare il terreno agricolo di Albegno di Treviolo che ha ospitato la gara internazionale alla sua abituale tranquillità. L’aspetto più impegnativo riguarda le tre grandi tribune prefabbricate, dove hanno trovato posto - divertendosi ed incitando i propri beniamini - circa ottomila spettatori. La struttura era sorta in circa tre settimane di lavoro, si è cominciato dopo Ferragosto, si è finito un minuto prima del via. Tale incredibile mole di lavoro rilancia per l’ennesima volta il lamento e gli interrogativi degli appassionati di motofuoristrada bergamaschi. Ma perché nella nostra provincia, dove questa disciplina sportiva è così tanto amata e seguita, non esiste un impianto permanente? Perchè il Moto Club Berbenno ogni volta, per realizzare l’evento, deve creare dal nulla un impianto per poi doverlo smantellare subito dopo? E che cosa si riuscirebbe a fare se invece che in condizioni così precarie tale manifestazione potesse svolgersi sempre in uno stesso posto, adeguato alle esigenze? In passato i tentativi di creare tale struttura sono stati molti, tutti sono finiti in una bolla di sapone. 

 

"Siamo soddisfatti, anche stavolta abbiamo proposto una bella manifestazione" tira un bilancio il coordinatore Fulvio Crippa "certo il maltempo della vigilia ci ha condizionato parecchio, facendoci procedere sempre in ritardo rispetto al programma prefissato. Ha anche rischiato di farci naufragare in tutti i sensi e questa situazione ci sta facendo riflettere per il futuro. Un simile evento comporta un investimento di circa 360 mila euro, la metà viene coperta dalle sponsorizzazioni ma l'altra metà deve essere coperta dai biglietti di ingresso. Se pioveva come la mettevamo? Conseguentemente l'anno prossimo o riusciamo a coprire quasi per intero le spese solo con gli sponsor, e allora riproporremo il Fun Supercross nuovamente in Pichon1°.jpg (58719 byte) Bergamasca e all'aperto, oppure..." - Oppure bisognerà ricorrere ad una struttura al coperto, come già avviene, per citare la simile gara italiana più famosa, a Genova, no? "Esatto, dovremo decidere di preparare la gara al coperto e, siccome in Bergamasca non esistono posti adeguati, dovremo realizzara altrove, magari a Brescia o chissà. Vedremo". - Non vi dispiacerebbe dover lasciare la vostra zona di origine? "Certo, ma non vedo alternative. Del resto qui abbiamo avuto ben pochi aiuti e poi ormai siamo uno staff affiatato che può operare ovunque, ci trasferiamo in un posto ed in due-tre settimane lo facciamo diventare la sede di una gara di supercross di qualità".

 

- L'anno passato era stata criticata l'assenza del mitico McGrath su cui era stato basato il battage pubblicitario, stavolta qualche appunto è stato  mosso al prezzo dei biglietti ed alla viabilità... "Le cose sono più collegate di quanto si pensi. Se si vuole poter ammirare piloti di tale spessore tecnico bisogna investire parecchi soldi, altrimenti loro se ne stanno a casa. La metà delle nostre spese riguarda questa voce, solo per Pichon, il mattatore, abbiamo speso - tra ingaggio, biglietti aerei e albergo - qualcosa come 30 mila euro. Ma oltre che cari sono anche capricciosi, finchè non li vedi al cancelletto di partenza non puoi giurare che saranno in gara. Come è stato con McGrath. In ogni caso posso assicurare che la nostra gara ha i biglietti con i più bassi del settore, a Genova si pagheranno 40 e 55 euro, a Pesaro anche di più, chi ci critica non ha il polso reale della situazione. Per la viabilità, invece, penso che ogni evento di successo comporti poi qualche disagio per quanti, tutti insieme e tutti in auto, lascino la zona a fine manifestazione. Succede anche al luna park o allo stadio, dove pure si disputa un intero campionato. Noi creiamo la nostra gara dove riusciamo, non abbiamo un ventaglio di luoghi tra i quali scegliere, magari in base alle loro qualità logistiche. Il 90 per cento di chi ci segue lo sa e si adegua, quanto offriamo agli appassionati val bene qualche disagio. Chi c'era lo può confermare". 

Danilo Sechi

 

 

 

 

sommario Fun Supercross 2002

vai alla home page