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Rally Dakar Argentina Cile 31^ edizione gennaio 2009 |
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il commento dei protagonisti - 16 gennaio 2009
CLAUDIO BELLINA, TROPPO PRESTO AL PALO "E' ANDATA MALE MA PENSO GIA' ALLA PROSSIMA" durante la quinta tappa l'equipaggio, completato da Minelli e Nicoli, tradito dalla rottura di una sospensione del camion Daf 75 del Team Italtrans
di Matteo Spini (L'Eco di Bergamo)
Cinque giorni. Come la durata della prima Dakar sudamericana di Claudio Bellina, costretto al ritiro con il suo camion durante la quinta tappa, quella tra Neuquen e San Rafael, in Argentina. L'equipaggio composto da Bellina, Giulio Minelli (già vincitore della Dakar nell'86, a fianco di Giacomo Vismara) e dal meccanico Mauro Nicoli si è dovuto fermare dopo un inizio tutto sommato positivo, a causa di una rottura ad una sospensione. Troppo rischioso
L'esperienza del Daf 75 dell'Italtrans –
di cui Bellina è contitolare - è durata così meno di una settimana, dopo un 57°, un 19°, un 29° e un 50° posto nelle quattro tappe portate a termine, che valevano comunque un piazzamento al centro della classifica generale, che conta 84 partecipanti nella sezione camion.
La diciannovesima piazza conquistata nella seconda frazione sembrava essere il trampolino di lancio verso l'alta classifica, ma in realtà costituiva l'inizio di tutti i mali, visti i primi problemi meccanici, acuiti successivamente da un'uscita di pista con conseguente salto in un fosso. Sfortunata, così, la quinta Dakar di Bellina (sarebbe la sesta, ma l'anno scorso la gara fu annullata ad un passo dal via), che ha come fiore all'occhiello il terzo posto assoluto del 2005, con Giacomo Vismara, e conta un altro arrivo al traguardo, con un 16° posto nel 2006. Ma il flop di quest'anno non serve certo a scoraggiare l'indomito Bellina, che sta già progettando la sua prossima avventura: «A quanto sembra, l'Aso rinnoverà l'accordo per altri due anni, confermando la gara in Sudamerica: ho già deciso che parteciperò, con un mezzo nuovo, in modo di essere maggiormente competitivo».
D'altronde, dopo essere stato ammaliato dall'Africa, il bergamasco ha subito il fascino dell'Argentina, in quella Dakar sudamericana che di per sé sembra un ossimoro solo a sentirne il nome: «L'Africa è bella –rivela Bellina-, ma anche questi luoghi sono affascinanti e i percorsi, se possibile, sono addirittura più impegnativi: purtroppo, sono riuscito soltanto ad ammirare la pampa, che era il palcoscenico delle prime tappe, senza riuscire a dirigermi verso il Cile e le Ande. C'erano molti dubbi su come sarebbe andata questa gara dopo il cambio di continente e invece devo dire che è da considerare un successo». Un motivo in più per esserci anche nel 2010.
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