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Rally Dakar 2007 - 29^ edizione
Lisbona/Dakar - 6/21 gennaio
10 gennaio 2007
cronaca 4^ tappa (Er Rachidia - Ouarzazate) di martedì 9 gennaio
ALTRA DISGRAZIA, MUORE SYMONS COMA SI RIPETE E BALZA IN TESTA
Ci risiamo. La Dakar ha ieri allungato la sua striscia di sangue mietendo l’ennesima vittima, si tratta del 24° concorrente, complessivamente i morti sono oltre 50. A cadere e perdere la vita è stato l’esordiente motociclista sudafricano Elmer Symons, 29 anni, in
L’incidente è avvenuto in piena prova speciale, al km 142, in una zona segnalata dall’organizzazione come discretamente pericolosa, caratterizzata da piccole continue dune. Symons partecipava alla corsa insieme al fratello Kingsley, che gli faceva da supporto.
Che la Dakar fosse altamente rischiosa ci si rese conto sin dal ’79, alla sua prima edizione, quando in Niger perse la vita il centauro francese Patrick Dodin. Gli episodi che più colpirono avvennero nell’86, quando a perire furono ben sette persone, tra le quali anche l’inventore della massacrante competizione, il carismatico Thierry Sabine, ed il campione bergamasco Gianpaolo Marinoni; nel ’92, quando perse la vita il fuoriclasse 29enne transalpino Gilles Lalay, vincitore dell’edizione ’89; due anni fa, quando una disastrosa caduta stroncò il numero uno della pattuglia italiana, l’aretino Fabrizio Meoni, a segno nella sfida delle moto per due anni consecutivi, nel 2001 e nel 2002.
La fine di Marinoni, quel maledetto 24 gennaio, lasciò tutti sgomenti. Il conduttore di Rovetta, su Cagiva, era caduto due giorni prima, durante la breve conclusiva tappa finale sulle sponde del Lago Rosa, a Dakar. Si era rialzato ed aveva raggiunto il traguardo, al 13° posto. Ma poi si era sentito male ed era stato ricoverato all’ospedale locale ed operato. Nell’impatto col manubrio aveva riportato gravi lesioni al fegato, era quindi sopraggiunta un’infezione e non si riprese più.
Sabine morì invece qualche giorno prima, nel Mali, per la caduta del suo elicottero, col quale seguiva ogni fase della manifestazione. Con lui erano a bordo altre persone: il cantante Daniel Balavoine, la cronista Nathalie Odent, l’altro pilota Francois-Xavier Bagnoud e il tecnico televisivo Jean-Paul Le Fur.
L’impatto fatale a Meoni avvenne invece l’11 gennaio 2005, in Mauritania, nella tappa che collegava Atar e Kiffa.
Ad aggiudicarsi la quarta tappa, che ha portato la carovana del raid da Er Rachidia a Ouarzazate, in Marocco, 679 km in totale, 405 quelli di prova speciale, finora la discriminante più lunga ed insidiosa, è stato nel settore moto lo spagnolo Marc Coma (Ktm Repsol), che ha centrato la seconda vittoria consecutiva ed ha così scalzato dalla testa della generale il connazionale Pujol, giunto secondo davanti al francese Despres. Ora il vincitore 2006 ha un vantaggio di 11 minuti e 50".
Buona la prestazione del campione bergamasco Giovanni Sala, alla sua decima Dakar, giunto 12° ed ora 14° nella graduatoria assoluta. Sempre positivo pure il rovatese Rinaldi, 25° nella frazione e 22° nella generale.
Più limitati i distacchi tra le auto: ha vinto il francese Jean-Louis Schlesser (Schles-Ford), secondo è arrivato lo spagnolo Carlos Sainz (Volkswagen) che ha conservato la leadership con 1'55" di vantaggio su Giniel de Villiers.
Il russo Chagin si è poi ripetuto tra i camion dove Mutti e Piana sono risultati i migliori italiani chiudendo al ventesimo posto. 23° Bellina e 25° Vismara. Nella generale 14° posto per Mutti e Piana, 15° per Vismara e 16° per Bellina.
Oggi ultima tappa interamente in Marocco, da Ouarzazate a Tan Tan, 768 km con speciale di 325 km, quindi si entrerà nella selettiva Mauritania.
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