Rally
Dakar 2006
Lisbona
- Dakar
31
gennaio - 15
gennaio
nona tappa - 9 gennaio 2006
altra tragedia durante il rally africano
CADUTA FATALE PER L'AUSTRALIANO CALDECOTT
E' IL 23° CONCORRENTE VITTIMA DELLA CORSA

Caldecott in gara prima dell'incidente
in Mauritania
Il binomio Dakar-Mauritania ha chiesto il suo ennesimo tributo di sangue. La nona tappa del massacrante rally,
tra Nouakchott e Kiffa, la più lunga dell’edizione con i suoi 874 km (ben 599 di prova speciale, pure la più
lunga), era attesa come una delle più selettive, si è trasformata in tragica a causa dell’incidente nel quale è
incappato il 41enne pilota australiano Andy Caldecott, caduto rovinosamente al km 250 e, a quanto affermato
dall’organizzazione, morto sul colpo.
Caldecott, che occupava la decima posizione nella generale ed aveva anche vinto una tappa della corsa, la
terza, è il 23° concorrente a perdere la vita nel raid africano, la 44esima vittima considerando anche gli
spettatori.
Va ad allungare una triste serie che vedeva quali ultimi morti, dodici mesi fa, altri due motociclisti, lo
spagnolo Juan Manuel Perez e l’italiano Fabrizio Meoni. Pure Meoni aveva perso la vita in una tappa che si
concludeva a Kiffa, era l’11 gennaio 2005.
Lo sfortunato australiano, che lascia mogli e figlia, era alla sua terza partecipazione al rally, si era fatto
notare l’anno scorso vincendo, primo australiano nella storia della gara, la quinta tappa, tra Agadir e
Smara, quindi la 13esima, tra Bamako e Kayes, e infine concludendo buon sesto assoluto. Fra l’altro non doveva
correre, è stato "ripescato" dalla Ktm all’ultimo momento per prendere il posto dell’infortunato Duran.
L’ennesimo evento luttuoso della corsa ha fatto passare in secondo piano i risultati di giornata, che ha avuto
quali protagonisti quelli che sono i due più forti "dakariani" del momento, entrambi francesi, il motociclista
Cyril Despres (Ktm Gauloises) e, tra le auto, Stephane Peterhansel (Mitsubishi), non a caso i vincitori
dell’edizione 2005.
Despres, che ricordiamo essersi procurato una brutta botta ad una spalla nella sesta tappa di giovedì scorso,
ha staccato di poco più di quattro minuti lo spagnolo Marc Coma (Ktm Repsol). Non sono stati sufficienti a
fargli guadagnare la vetta della classifica ma si è portato al secondo posto, ora Coma è davanti con un
vantaggio sceso a 22 minuti.
Ottima quarta posizione, a 12’43", per il bergamasco Giovanni Sala, lo ha preceduto il portoghese Rodriguez
(terzo a sette minuti). Nella generale il fuoriclasse di Olera si è ulteriormente avvicinato alla vetta, adesso
occupa la terza posizione.
Una posizione l’aveva guadagnato durante la giornata di riposo di domenica a Nouakchott, quando i commissari di
gara avevano penalizzato il cileno De Gavardo, colpevole di aver superato il limite dei 150 km/h, un altro
passo avanti l’ha fatto in seguito al forfait cui è stato ieri costretto, dopo una caduta, lo spagnolo Isidre
Esteve Pujol.
Peterhansel ha avuto ragione del suo primo antagonista di questa Dakar, l’ex discesista Luc Alphand, pure
francese, terzo è terminato il sudafricano De Villiers, a seguire Kleinschmidt e Roma. Ha così rafforzato la
sua leadership, adesso è davanti con 9 minuti da Alphand mentre De Villiers é terzo ma lontano, a quasi un’ora.
La decima tappa, da Kiffa a Kayes, è stata neutralizzata in segno di lutto per la morte di
Caldecott.
23 I CONCORRENTI MORTI IN 28 EDIZIONI
Ecco la tragica lista dei 23 concorrenti (dodici dei
quali motociclisti) deceduti durante il rally Dakar, dalla sua
prima edizione, nel 1979, ad oggi:
1979: Il motociclista Patrick Dodin muore vittima di una caduta nella tappa Agadez-Tahoua.
1982: perde la vita l'olandese Bert Oosterhuis, su Yamaha.
1983: Jean-Noël Pineau, anch'egli su Yamaha, muore lungo la strada che lo porta a Ouagadougou.
1986: In viaggio verso Sète, il motociclista giapponese Yasuo Kaneko muore investito da un pirata della strada.
Il 14 gennaio dello stesso anno un terribile incidente d'elicottero, sulle rive del Niger, si porta via il creatore della Dakar, Thierry Sabine, e quattro persone che l'accompagnano, il cantante Daniel Balavoine, la giornalista Nathaly Odent, il pilota François-Xavier Bagnoud e il tecnico radio Jean-Paul Lefur.
1988: Kees Van Loevezijn, navigatore olandese di Daf de Van de Rijt, muore sul colpo dopo essersi scontrato contro un camion.
Patrick Canado, copilota di de Boubet, perde la vita in seguito a un frontale con un altro concorrente.
1991: Charles Cabannes, alla guida di un camion dei soccorsi, muore a Mali.
1992: In Libia, la vettura dell'assistenza di Jean-Marie Sounillac e Laurent Le Bourgeois si ribalta e i due muoiono.
Il motociclista Gilles Lalay muore urtando una vettura d'assistenza della Toyota.
1994: La corsa è sconvolta per il decesso del motociclista belga Michel Sansen, vittima di una caduta.
1996: Laurent Gueguen muore in seguito all'esplosione di una mina che investe il suo camion al confine tra Marocco e Sahara occidentale.
1997: Il motociclista Jean-Pierre Leduc muore sulle piste del Mali.
2002: Daniel Vergnes, membro dello staff della Toyota Trophy, muore durante l'11esima tappa in Mauritania.
2003: Il 48enne francese Bruno Cauvy, navigatore del pilota Daniel Nebot, perde la vita in un incidente nel corso della decima tappa tra Zilla e Sarir, in Libia.
2005: Il 10 gennaio in seguito a una caduta avvenuta tre giorni prima durante la 7a tappa da Zouerat a Tichit, muore il motociclista spagnolo José Manuel Perez.
Fabrizio Meoni, 47 anni, due volte vincitore della Dakar, muore l'11 gennaio per arresto cardiaco seguente a una cadata nell'11ma tappa Atar-Kiffa in Mauritania.
2006: il 9 gennaio perde la vita il pilota australiano Andy Caldecott durante lo svolgimento della nona tappa, tra Nouakchott e Kiffa, in Mauritania.
E considerando anche gli spettatori, i tecnici e le
persone al seguito il bilancio di sangue
sale a 45 vittime.
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