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brescia racing

appunti e spunti di Alberto Rozier


5 luglio 2003

 

LUCA PEDERSOLI HA UN SOGNO TRICOLORE

il titolo italiano superbike nel mirino del pilota bresciano che corre con la Ducati 998 del Team Pedercini

 

Luca Pedersoli è schierato anche in questa stagione nel campionato italiano Superbike, in sella alla Ducati 998 Testastretta del Team Pedercini. Luca fa parte della schiera di piloti non professionisti che compongono la griglia di partenza di ogni gara motociclistica, vera linfa vitale di questo sport. Il pilota di Darfo è arrivato alla Superbike dopo una lunga gavetta. Ha salito faticosamente i gradini che portano all’apice a cui possa aspirare un pilota impegnato nel campionato nazionale. «Ho iniziato a correre nel ’92 tra le fila del Team Fontana Aprilia», dice il pilota ventottenne, «ma già nei due anni successivi non ho reperito il budget necessario e mi sono dovuto fermare. Delle corse leggevo sui giornali». 

 

Destino questo che accomuna purtroppo tanti giovani talenti che loro malgrado restano inespressi. «Grazie al costo limitato, nel ’95 mi sono iscritto al campionato italiano velocità in salita, dove con una Honda 600 assolutamente originale sono riuscito a mettermi in luce. Con la stessa Cbr, l’anno dopo ho vinto questo campionato che si corre sulle strade di montagna normalmente aperte al traffico». L’anno successivo torna alla pista, il suo vero amore, grazie all’appoggio di alcuni sponsor locali. «Nel ’97-’98 ho partecipato al campionato italiano Sport Pro 600, in sella alla Yamaha Thundercat, ma il divario di mezzi tra la mia piccola squadra e i top team mi ha impedito di raccogliere risultati apprezzabili». 

 

La stagione dopo, nel cercare una situazione più omogenea, si iscrive al trofeo Kawasaki ZXR 600 e, notato dalla Laverda, trova contratto per disputare il Mondiale Endurance. «Credevo fosse finalmente arrivato il mio momento, ma il dissesto finanziario in cui versava la Casa vicentina era grave, tanto che il team venne sciolto». Ma Luca ancora una volta non si perde d’animo e vince il Trofeo Kawasaki nel 2000. «Questa vittoria mi ha portato l’offerta del Team Bertocchi che mi metteva a disposizione per la stagione successiva la Kawasaki Zxr 750 nell’Italiano Sbk. Finalmente, dopo anni tribolati, esordivo nella categoria che sognavo e già alla seconda prova a Monza, conquistavo il podio. Questo risultato mi ha permesso di partecipare all’appuntamento italiano di mondiale come wild-card. A Imola ho terminato la gara più importante della vita… già in prova, a causa di gravi problemi tecnici». Questa però era la categoria che voleva Luca. «Anche grazie all’interessamento di Alberto Parini della Ducati-Brescia, la scorsa stagione ho corso in sella alla Ducati 996 del Team Pedercini, concludendo settimo l’italiano e aggiudicandomi la Motogames Cup». Questo importante riconoscimento viene conferito al migliore pilota che partecipa al solo campionato nazionale, senza dividersi nel mondiale. 

 

«Il 2003 doveva essere l’anno della verità. Avevo la Honda VTR 1000 SP2 del Team Rumi (bi-campione del mondo in Sbk, ndr), ma il decimo posto a Misano, durante la prima gara non ha soddisfatto. I risultati tardavano ad arrivare nonostante l’impegno profuso dai tecnici. Di comune accordo abbiamo deciso di sciogliere il contratto anzitempo». Pedersoli trova ancora l’intesa con Pedercini che mette a disposizione la moto utilizzata da Nello Russo nel mondiale. «Operazione riuscita grazie alla Esea che mi sponsorizza». Tiene a precisare il pilota. «Darò come sempre il massimo anche se combatterò contro Borciani, Pedercini, Sanchini, Gramigni, alleati dal Mondiale. Loro vivono sulla moto, io mi divido tra il negozio di articoli sportivi che gestisco a Cividate Camuno e raramente la pista». Un grande in bocca al lupo al pilota del Motoclub Lumezzane.