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Estremamente... bella, estremamente... enduro, estremamente... ricca: così veniva presentata
l'Xtreme di Lumezzane e l'iseano Stefano Passeri è stato estremamente bravo, vincendo alla grande questa prima edizione dell'enduro estremo, portandosi a casa la più che discreta somma di 7.000 Euro messa in palio per il vincitore assoluto e di classe.
Tre tappe in due giornate con anche una prova notturna, per un totale di quasi venti ore di gara con il superamento di un quindicina di prove speciali: il tutto sotto la fitta pioggia che dal 10 all'11 agosto ha flagellato la nostra provincia e in particolare la Valgobbia dove si è disputata l'interessante manifestazione organizzata alla perfezione dal motoclub
Lumezzane. Tutto è andato per il meglio e così non poteva essere con i quasi duecento uomini che il sodalizio valgobbino aveva messo in campo affinché gli iscritti (sessanta i piloti al via della prima giornata) potessero sì trovare le massime difficoltà sul percorso di gara ma fossero assistiti e seguiti in ogni dove. E il pubblico - assai numeroso in tutte le fasi della gara - l'ha fatta da padrone, accompagnando i propri idoli e campioni nei passaggi più spettacoli e aiutando i meno preparati nei punti più difficili.
Bravissimo è stato dunque l'iseano Stefano Passeri (classe 1966) che il sella alla sua Yamaha 250 - a due tempi - ha saputo 'galleggiare' sul fango, vincendo proprio all'ultima prova speciale la resistenza di Roberto Bazzurri (pure lui pilota vicino alla quarantina) che probabilmente non ha retto la pressione del grande campione
bresciano. Bazzurri con l'errore dell'ultima speciale è retrocesso al quarto posto lasciando il podio ai bergamaschi Giovanni Sala e Simone Albergoni che, con il vittorioso Passeri, completano un successo completo della squadra del motoclub
Lumezzane.
"Dedico questo successo alla mia squadra e al presidente Damiano Bugatti che ha saputo guidare il motoclub Lumezzane in questa nuova avventura - ha detto all'arrivo il raggiante Passeri - e dalla mia posso solo dire che è stata una gara durissima in ogni momento del percorso. Il primo giorno le oltre dieci ore di gara hanno sfiancato tutti e la tappa notturna non è stata da meno: in totale potrei dire di essere stato più tempo a spingere la motocicletta nei tratti più difficili di quanto abbia guidato in sella nei pezzi più scorrevoli del trasferimento e delle speciali. Sono comunque molto
soddisfatto".
Stefano Passeri dopo questa ennesima vittoria ha davvero tutte le ragioni per essere soddisfatto: recentemente - e la notizia è di pochi giorni fa - il campione iseano è stato chiamato a far parte della compagine azzurra che prenderà parte alla prossima Sei Giorni Internazione di enduro e lo stesso Passeri guida oggi la classifica del campionato europeo con tutte le possibilità (e il nostro in bocca al lupo!) per portarsi a casa il titolo continentale.
Di questa prima Xtreme si può comunque dire tutto il bene possibile: solo sessanta i concorrenti al via (al traguardo una ventina) ma, come hanno detto gli organizzatori, i piloti assenti hanno avuto torto. In effetti non si può negare che il pubblico presente (valutabile in oltre cinquemila presenze) abbia salutato con favore questa nuova formula enduristica in cui proprio il pubblico presente ha partecipato in prima persona, sia con la
"compagnia della spinta" sia incitando a più non posso i propri campioni su alcuni tratti del percorso resi davvero impraticabili dal maltempo. La tappa notturna, con il superamento
dell'ormai mitico "Dente del diavolo", ha dimostrato che anche nell'enduro qualche piccola variazione sul tema venga ben gradita sia dai piloti in gara sia dal pubblico che così può vedere, in uno spazio ristretto, l'abilità e la classe dei migliori.
Tra gli altri piloti bresciani da sottolineare l'ottavo posto del franciacortino Mario Rinaldi (quattro volte campione del mondo) e del valgobbino Alex
Botturi: i due, in sella alle potenti moto a quattro tempi, hanno forse faticato di più dei leader della classifica finale che ha visto primeggiare le più leggere e agili motociclette a due tempi di piccola cilindrata.
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