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m o t o w i n n e r s |
SEI GIORNI ENDURO - LA STORIA
TUTTO COMINCIO' IN INGHILTERRA NEL 1912
LA PRIMA EDIZIONE DISPUTATA L'ANNO DOPO
di Danilo Sechi
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La nascita della Sei Giorni risale alla fine del 1912 quando alcuni motociclisti londinesi lanciano l'idea di organizzare una manifestazione al fine di testare la resistenza delle moto e l'abilità dei piloti. La proposta viene discussa ed approvata dal FICM (Federazione Internazionale dei Club Motociclistici) nel mese di dicembre è così qualche mese più tardi, nello storico 1913, a Carlisle, un villaggio inglese, uno sparuto gruppo di piloti inglesi nonchè tre francesi ed un americano si ritrovano allineati alla partenza della prima Sei Giorni Internazionale. Vinsero i padroni di casa, come prevedibile. Ci fu poi un'interruzione, dovuta al primo conflitto mondiale, e la 2a edizione venne disputata nel 1920, in Francia, dove si imposero gli svizzeri. Altro stop tra il 1940 ed il 1946, dovuto alla 2a Guerra mondiale, dopodichè l'evento - definito anche l'Olimpiade del fuoristrada - si è sempre regolarmente disputato approdando in tre diversi continenti, mancano ancora all'appello Asia e Africa. Il primo esperimento fuori Europa risale al
1973, quando la Six Days venne effettuata negli Stati Uniti, Vi approdò nel 1931 (a Merano), vi tornò l'anno successivo e quindi nel 1948 (Sanremo), nel 1951 (Varese), nel 1968 (San Pellegrino Terme), nel 1974 (Camerino), nel 1981 (Isola d'Elba), 1986 (ancora San Pellegrino Terme), nel 1997 (Lumezzane). Il fascino della Sei
Giorni sta nella durezza, nella durata, nella componente collettiva. In più
occasioni non hanno vinto i più veloci ma i meglio assortiti e organizzati.
Sino a qualche anno fa - quando ancora l'enduro di chiamava regolarità - il
ritiro di un elemento della squadra comprometteva irrimediabilmente il
risultato, da qualche anno il computo del risultato di ogni formazione si
effettua scartando - al termine di ogni tappa - il risultato del pilota meno
competitivo (nel Trofeo mondiale, il più prestigioso, le equipe sono formate da
sei elementi, nel Trofeo Junior under 23, a lungo denominato Vaso d'argento,
sono formate da 4 elementi). Sei tappe impegnative, che mettono sotto torchio muscoli, cervello, telai e motori, con una media giornaliera di 300 Km, una decina di prove speciali al giorno e una prova finale di cross, rendono questa gara una vera maratona.
Quanto a successi il primato è nelle mani dell'Inghilterra, a segno 16 volte (ma è dal 1953 che non vince più), subito dopo, con 15 centri, ecco la Cecoslovacchia mentre terza, con 11 Trofei, ecco l'Italia, vincente ben 9 volte negli ultimi 23 anni, nessuno ha fatto meglio in questo periodo. I trionfi più belli sono stati tutti ottenuti in casa, quando si riuscì a conquistare la doppietta nel Trofeo e nel Trofeo junior, a Portoferrario nell'81, a San Pellegrino nell'86 e a Lumezzane nel '97, ma memorabili sono state anche alcune affermazioni nelle "tane del lupo" ('79 in Germania, '80 in Francia, '89 in Germania, '95 in Polonia, 2000 in Spagna).
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