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Sei Giorni enduro 2003 in Brasile

Fortaleza - Cearà - 3/8 novembre


sommario Sei Giorni Brasile

 

10 novembre 2003 - il giorno dopo

 

UN SECONDO POSTO CHE VALE UN SUCCESSO

con i finlandesi inarrivabili il risultato del trofeo azzurro non può che considerarsi molto positivo - forse si poteva fare qualcosa in più nella sfida junior - brillante quinta piazza tra i club del Team Mucci-Casazza

 

di Danilo Sechi

 

Pur non avendo conquistato alcun successo gli azzurri protagonisti della 78a Sei Giorni di enduro di Fortaleza, in Brasile, hanno concluso la giornata di sabato, l’ultima della manifestazione, con un festosa serata, consapevoli di aver comunque dato il massimo, di aver fatto il possibile per lasciare un segno sulla manifestazione. Semplicemente hanno trovato sulla loro strada atleti più forti e in questi casi i veri sportivi non possono che inchinarsi ai rivali. 
Nel Trofeo mondiale per battere la Finlandia bisognava solo l'esultanza alle premiazioni finali delle squadre italiana e finlandese sperare in qualche loro debacle meccanica, sul campo oggi come oggi sono inarrivabili. Addirittura i bianco-azzurri hanno vinto (per la quinta volta negli ultimi 8 anni!) pur dovendo sopperire alle assenze di due campioni come Pohjoamo e Silvan. Onore quindi a Salminen (3° assoluto e 2° di classe), Laaksonen (6° assoluto e 2° di classe), Tiainen (7° assoluto e 3° di classe), Ahola (8° assoluto e 3° di classe); Aro (9° assoluto e 4° di classe), Saarenkoski (24° assoluto e 2° di classe). 

 

L’ Italia è giunta seconda, staccata di oltre 5 minuti, per le ultime tappe ha dovuto rinunciare allo scarto per il ritiro del veneziano Alex Zanni, infortunatosi ad una mano dopo una caduta. Bravi quindi il capitano Giovanni Sala, gorlese della Ktm-Farioli, 12° assoluto (miglior azzurro di questa graduatoria) e 5° nella classe 250 2 T; i bresciani Rinaldi (2° di classe) e Botturi (3° di classe); il genovese Gallino (4° di classe); l’umbro Bazzurri (5° di classe). Non male, 16°, anche la riserva Paoli. Hanno saputo fare meglio di altre grandi realtà dell’enduro quali Francia, Spagna, Australia e Germania.

 

Brillante anche il terzo posto nel Trofeo junior under 23 anche se qui poteva scapparci qualcosa in più. La Francia ha confermato il successo del settembre 2002 a Jablonec, nella Repubblica Ceca, seconde sono risultate le nuove leve della Finlandia. La nostra compagine ha schierato i due bergamaschi Simone Albergoni e Giuliano Falgari (3° e 14° nella 125), il toscano Beconi (12° nella 250 2T) ed il friulano Micheluz (9° nella 450 4T).
Un problema di Bernardi a metà corsa ha impedito di concludere in alto anche alla terza equipe dei caschi rossi, quella di club, seconda dopo le prime tappe e quindi arretrata al 15° posto. Applausi, in questa sfida, per il terzetto del Team Mucci-Casazza-Husqvarna, alla fine ottimo quinto (il migliore di quelli italiani) su oltre 50 formazioni al via. Ha schierato Andrea Belotti, di Gandosso, Paolo Paganessi, di Gazzaniga, e il sanremese Gianmarco Rossi, rispettivamente 32°, 70° e 40° nella 250 2T.

 

"Abbiamo confermato il nostro trend positivo degli ultimi anni" ha affermato il responsabile della spedizione azzurra Walter Giupponi, bergamasco, da anni responsabile sportivo Fmi del settore, nel commentare i risultati finali "i giovani sui quali stiamo puntando ci hanno ripagato con grande impegno e ottime prestazioni, quanto ottenuto complessivamente è andato aldilà delle nostre aspettative. Non possiamo che essere soddisfatti, anche perchè abbiamo corso su terreni a noi sfavorevoli, non dimentichiamolo. Di questo passo potremo in prospettiva far tornare gli italiani i piloti da battere".

 

Un elogio ha meritato anche l’organizzazione mista Brasile-Bergamo che ha visto i migliori tecnici del Moto Club Bergamo e della Acerbis Italia di Albino nei punti chiave. Questa Six Days, seppur anomala per i percorsi quasi esclusivamente sabbiosi, ha fatto dimenticare le grosse magagne emerse l’anno passato a Jablonec.
Peccato solo per il dramma nella seconda tappa, l'infarto che ha stroncato il concorrente inglese Bowden, episodio che ha offuscato il clima da samba dell'evento, per la prima volta approdato in Sudamerica.

 

Il rientro della comitiva azzurra e delle decine di tecnici orobici è previsto, su più voli, tra oggi e mercoledì.